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Legge di stabilità: Olivero bene l'aumento delle detrazioni per le famiglie con figli

Le proteste dei malati di Sla: «Evitare in ogni modo che la situazione degeneri».

Giudizio positivo da parte delle Acli sull’emendamento depositato in commissione bilancio, che introduce importanti cambiamenti rispetto alla prima versione della Legge di Stabilità. «Per la prima volta si introduce con chiarezza un provvedimento a favore delle famiglie, e in particolare delle famiglie con figli e a basso reddito» afferma il presidente nazionale Andrea Olivero. «Un passo significativo in direzione di quel nuovo patto fiscale dello Stato con cittadini, famiglie e imprese fondamentale per rilanciare la crescita e l’occupazione».

«Bene anche la cancellazione dell’aumento dell’Iva dal 10 all’11%. Ora il passo successivo dovrà essere necessariamente la riduzione delle tasse sui redditi da lavoro». Molte le questioni che rimangono in sospeso, ammette il presidente delle Acli. Tra queste, la vicenda dei fondi per la non autosufficienza, cancellati dal precedente governo, che l’attuale esecutivo ha provveduto in parte ad integrare. Un gruppo di malati di Sla minaccia di scendere in piazza senza ventilatore polmonare di scorta, mettendo a repentaglio la propria vita.

«Si tratta sicuramente di una forma di protesta estrema e non condivisibile – premette Olivero –, dettata dall’esasperazione e dalla disperazione. Ma non possiamo permetterci in alcun modo che la situazione degeneri. C’è in gioco concretamente la vita delle persone, e la tutela della vita viene prima di ogni altra considerazione, sia di ordine politico che economico. Il Governo ha già fatto molto, incontrando queste persone e reintegrando il fondo per la non autosufficienza, ma occorre fare necessariamente tutti quanti uno sforzo in più per arrivare ad un accordo con i malati e le loro famiglie. Una situazione si può e si deve trovare. Sull’assistenza ai più deboli si decide il grado di civiltà di un Paese».

C’è quindi la vicenda dell’Imu legata al non profit, dopo il parere del Consiglio di Stato che invita il Governo a rivedere il regolamento della norma rimandando all’Unione europea per la definizione di attività economica . «Se il governo dovesse accogliere le indicazioni del Consiglio di Stato – spiega il presidente delle Acli – si penalizzerebbe in maniera insostenibile tutto il Terzo settore, che merita invece tutele e agevolazioni comparate alla sua utilità sociale. Secondo il parere del Consiglio di Stato tutte le attività che prevedono di fatto un passaggio di denaro, anche in forma di convenzione – dalle mense, agli asili alle strutture di lunga degenza – vanno intese come commerciali e dunque assoggettate all’imposta municipale, indipendentemente dalla finalità del servizio. E’ la fine dell’idea stessa di economia civile, dove il fine sociale prevale sulla connotazione economica. Chiederemo un incontro al Governo perché difenda la specificità del Terzo settore italiano anche in sede europea».

Fonte: Ufficio stampa Acli