Sei qui: Home | Notizie da e per la famiglia | Fotografia Istat: il 56% delle famiglie in difficoltà
Fotografia Istat: il 56% delle famiglie in difficoltà

I problemi economici compromettono anche l'alimentazione

Deprivazione e soddisfazione, aspetti di vita quotidiana”, si intitola così la ricerca periodica che l’Istat ha effettuato su un campione di 19 mila famiglie italiane, mostrando come, se per il 40,5% di esse la propria situazione economica è rimasta invariata rispetto al 2011, per contro il 55,8% ha invece notato un peggioramento; una percentuale che fa segnare un vertiginoso aumento del 12,1% rispetto all’anno precedente.
Del resto, non peggiorano solo le condizioni della famiglia in sé, ma anche quella dei singoli membri: gli individui che vivono all’interno di famiglie deprivate giungono a quota 22,2% (+6,2) e quelli in famiglie gravemente deprivate all’11,1% (+4,2).
Ancora una volta, la crisi si incarna nel volto delle famiglie: famiglie che non fanno una settimana di vacanza (46,5%), che non riescono a riscaldare la propria abitazione in modo adeguato (17,9%), che non riescono a far fronte ad una spesa imprevista di 800 euro (38,4%).

Ma non finisce qui: in casa degli italiani, la crisi scrive anche la lista della spesa. Molte famiglie infatti non riescono a portare sulle loro tavole la carne più di una volta a settimana; un dato che trova conferma anche nelle stime sui consumi familiari diffuse da Coldiretti nei giorni scorsi: meno carne (-5,5%) e più pasta (+3,6%).
Un trend, questo, che le Acli già da tempo avevano reso noto grazie ai dati della ricerca “Link”, che evidenziava appunto come le famiglie avessero ridotto al minimo i consumi, risparmiando principalmente sul tempo libero, su gas e luce, e sulla spesa alimentare, privilegiando nell’81% dei casi prodotti a basso costo.
È evidente che la quotidianità delle famiglie, non smette di essere problematica e le continue rimodulazioni che la crisi impone al budget familiare, mettono di frequente in discussione stile di vita e priorità di ogni nucleo, esponendo in questo modo le famiglie ad uno stress psicologico non indifferente.

Quello che questi dati ci mostrano, quindi, non è solo la deprivazione materiale delle famiglie, quanto l’erosione del loro ben-essere. Ci troviamo, infatti, di fronte ad una “difficoltà” trasversale, a cui le famiglie cercano di porre rimedio contando sull’aiuto e sul sostegno delle reti parentali o amicali. Eppure, un Paese che ha costretto le famiglie ad assumere sempre più il ruolo di ammortizzatore sociale, di fronte a questi dati dovrebbe intervenire dando concreti segnali di speranza.
Di certo le misure introdotte nella legge di Stabilità a favore delle famiglie a basso reddito con figli, rappresentano, come ha sottolineato il presidente delle Acli, Andrea Olivero, «Un passo significativo in direzione di quel nuovo patto fiscale dello Stato con cittadini, famiglie e imprese fondamentale per rilanciare la crescita e l’occupazione»; una piccola luce di speranza, significativa ma non sufficiente a bilanciare ciò che le famiglie dovranno affrontare con lo smantellamento del sistema di welfare. Bisogna investire sulla famiglia mettendola al centro di un progetto culturale ed economico insieme, capace di mettere in campo, non interventi spot, ma lungimiranti politiche family friendly.
Nella notte della crisi, infatti, le luce tenue di una stella può aiutare a tracciare la rotta, ma serve la luce della luna piena a rischiarare il cammino delle famiglie italiane verso il futuro di questo Paese.