aclipuntofamiglia.it http://www.aclipuntofamiglia.it/ Strategie e opere per le Acli per e con la famiglia it Anche per Bankitalia è allarme famiglia http://www.aclipuntofamiglia.it/news.interna.php?notizia=709 Tue, 04 Dec 2012 12:08:36 +0100 Famiglie_malessere
]]> famiglie_negativitàIl 2012, per il quinto anno consecutivo, si chiuderà con un calo superiore al 2,5% del reddito reale delle famiglie. Ad affermarlo è il vice direttore generale di Bankitalia, Salvatore Rossi, nel suo intervento sul tema “Credito alle famiglie e stabilità finanziaria”.

La voce di Bankitalia si aggiunge a quella di tanti altri istituti che nei giorni scorsi non hanno mancato di sottolineare, ciascuno sotto un diverso aspetto, lo stato di sofferenza in cui versa la famiglia italiana: la Cgia di Mestre stima un taglio dell’1,4% delle tredicesime, considerate “boccata d’ossigeno” da tutti i lavoratori; l’Inps evidenzia un calo del potere d’acquisto delle famiglie pari al 5,2% in 5 anni –dato che non si è aggravato grazie alle prestazioni erogate dall’ente stesso; l’Istat parla, infine, di un Paese in cui rispetto al 2010 sono stati celebrati circa 13 mila matrimoni in meno e nati 15 mila bambini in meno, in cui le unioni di fatto sono raddoppiate in 4 anni, ed in cui il 56% delle famiglie si trova in difficoltà economica.
A queste già poco rassicuranti notizie, si è aggiunta (complice l’eco di panico generato dalla strumentalizzazione mediatica) la dichiarazione del presidente del Consiglio dei ministri, Mario Monti, secondo cui la sostenibilità futura del Servizio sanitario nazionale potrebbe non essere garantita.

Insomma, sul finire dell’anno, lo scenario sembra assumere sempre di più disastrosi contorni da “profezia Maya”, in cui numeri e percentuali non lasciano spazio ad alcun orizzonte di speranza. Eppure, il clima di tensione sociale che si respira nel Paese non trova certo beneficio in questa negatività martellante.

Ma i disastri, si sa, così come i miracoli, fanno sempre più notizia di chi oggi affronta tutte le difficoltà del quotidiano con sacrificio ma senza clamori.
Ovviamente, i vari istituti citati compiono il loro dovere di osservatori e monitorano la condizione del Paese, fornendo notizie che descrivono nuove tendenze e fenomeni, e sulla base delle quali andrebbero tarate leggi e programmi capaci di correggere o limitare gli aspetti negativi dei trend rilevati.

Ma, allora, da chi giungerà un segnale di speranza? Chi racconterà la storia che ci farà tenere duro fino all’uscita di questo tunnel?
Ancora una volta questo compito spetta alle famiglie stesse: sono loro la “buona novella” del nostro tempo. Ogni famiglia che nasce, ogni famiglia che cresce, che non si sgretola, che riduce i consumi senza ridurre i legami, ogni famiglia che costruisce comunità. È questa la speranza del nostro Paese, la storia che ci sta salvando dal peggio di questa crisi e che meriterebbe di trovare più eco tra i media.
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Male pensioni e potere d’acquisto: intervenire subito per invertire la rotta http://www.aclipuntofamiglia.it/news.interna.php?notizia=708 Mon, 26 Nov 2012 10:41:56 +0100 famiglia&pensioni
]]> famiglia&pensioniNon si ferma il calo del potere d’acquisto delle famiglie, mentre più della metà dei pensionati italiani va avanti con meno di mille euro al mese.
Le Acli commentano con preoccupazione i dati del bilancio sociale dell’Inps che mostra come il potere d’acquisto delle famiglie italiane nel 2011 abbia fatto registrare un calo pari al 5,2% rispetto al 2007.

«Non potevamo certo aspettarci dati diversi – afferma Lidia Borzì, responsabile nazionale Politiche per la famiglia delle Acli – vista la progressiva erosione dei redditi; quello che ci preoccupa però, è che la condizione delle famiglie sarebbe potuta essere ben più grave se non fosse venuto in loro aiuto l’effetto compensativo delle prestazioni sociali».
«Bisogna chiedersi quindi – continua Borzì – quanto ancora potranno reggere queste famiglie, ora che sono costrette a fare i conti proprio con i tagli al sistema di welfare e che non possono più contare nemmeno sull’aiuto economico dei nonni, che in questi ultimi anni è stato il “paracadute sociale” di molte famiglie».

E sulla condizione economica dei pensionati, il 17% dei quali riceve un assegno inferiore ai 500 euro, avverte: «Siamo davanti ad un chiaro segnale di quella che potrebbe configurarsi presto come un'emergenza sociale, perché per gli anziani non vi è solo il rischio di trovarsi in una condizione di povertà relativa, ma anche e soprattutto quello di incorrere in un maggior rischio di esclusione sociale».

«Bisogna intervenire urgentemente» conclude Borzì. «È necessario imprimere al Paese un cambio di rotta che passa inevitabilmente da una riforma fiscale più equa e attenta alle marginalità sociali che rischia di creare. Serve un progetto di ampio respiro che metta al centro la famiglia, sostenendone la crescita ed il reddito, ma che sappia anche leggerne i bisogni in termini di servizi. Scommettere sulla famiglia sarebbe, quindi, la vera inversione di rotta, l’unica in grado di assicurare la crescita economica sociale e relazionale dell’Italia».
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Fotografia Istat: il 56% delle famiglie in difficoltà http://www.aclipuntofamiglia.it/news.interna.php?notizia=707 Mon, 26 Nov 2012 10:23:04 +0100 Famiglie_risparmi
]]> Deprivazione e soddisfazione, aspetti di vita quotidiana”, si intitola così la ricerca periodica che l’Istat ha effettuato su un campione di 19 mila famiglie italiane, mostrando come, se per il 40,5% di esse la propria situazione economica è rimasta invariata rispetto al 2011, per contro il 55,8% ha invece notato un peggioramento; una percentuale che fa segnare un vertiginoso aumento del 12,1% rispetto all’anno precedente.
Del resto, non peggiorano solo le condizioni della famiglia in sé, ma anche quella dei singoli membri: gli individui che vivono all’interno di famiglie deprivate giungono a quota 22,2% (+6,2) e quelli in famiglie gravemente deprivate all’11,1% (+4,2).
Ancora una volta, la crisi si incarna nel volto delle famiglie: famiglie che non fanno una settimana di vacanza (46,5%), che non riescono a riscaldare la propria abitazione in modo adeguato (17,9%), che non riescono a far fronte ad una spesa imprevista di 800 euro (38,4%).

Ma non finisce qui: in casa degli italiani, la crisi scrive anche la lista della spesa. Molte famiglie infatti non riescono a portare sulle loro tavole la carne più di una volta a settimana; un dato che trova conferma anche nelle stime sui consumi familiari diffuse da Coldiretti nei giorni scorsi: meno carne (-5,5%) e più pasta (+3,6%).
Un trend, questo, che le Acli già da tempo avevano reso noto grazie ai dati della ricerca “Link”, che evidenziava appunto come le famiglie avessero ridotto al minimo i consumi, risparmiando principalmente sul tempo libero, su gas e luce, e sulla spesa alimentare, privilegiando nell’81% dei casi prodotti a basso costo.
È evidente che la quotidianità delle famiglie, non smette di essere problematica e le continue rimodulazioni che la crisi impone al budget familiare, mettono di frequente in discussione stile di vita e priorità di ogni nucleo, esponendo in questo modo le famiglie ad uno stress psicologico non indifferente.

Quello che questi dati ci mostrano, quindi, non è solo la deprivazione materiale delle famiglie, quanto l’erosione del loro ben-essere. Ci troviamo, infatti, di fronte ad una “difficoltà” trasversale, a cui le famiglie cercano di porre rimedio contando sull’aiuto e sul sostegno delle reti parentali o amicali. Eppure, un Paese che ha costretto le famiglie ad assumere sempre più il ruolo di ammortizzatore sociale, di fronte a questi dati dovrebbe intervenire dando concreti segnali di speranza.
Di certo le misure introdotte nella legge di Stabilità a favore delle famiglie a basso reddito con figli, rappresentano, come ha sottolineato il presidente delle Acli, Andrea Olivero, «Un passo significativo in direzione di quel nuovo patto fiscale dello Stato con cittadini, famiglie e imprese fondamentale per rilanciare la crescita e l’occupazione»; una piccola luce di speranza, significativa ma non sufficiente a bilanciare ciò che le famiglie dovranno affrontare con lo smantellamento del sistema di welfare. Bisogna investire sulla famiglia mettendola al centro di un progetto culturale ed economico insieme, capace di mettere in campo, non interventi spot, ma lungimiranti politiche family friendly.
Nella notte della crisi, infatti, le luce tenue di una stella può aiutare a tracciare la rotta, ma serve la luce della luna piena a rischiarare il cammino delle famiglie italiane verso il futuro di questo Paese.]]>
Legge di stabilità: Olivero bene l'aumento delle detrazioni per le famiglie con figli http://www.aclipuntofamiglia.it/news.interna.php?notizia=703 Thu, 15 Nov 2012 17:18:36 +0100
]]> Giudizio positivo da parte delle Acli sull’emendamento depositato in commissione bilancio, che introduce importanti cambiamenti rispetto alla prima versione della Legge di Stabilità. «Per la prima volta si introduce con chiarezza un provvedimento a favore delle famiglie, e in particolare delle famiglie con figli e a basso reddito» afferma il presidente nazionale Andrea Olivero. «Un passo significativo in direzione di quel nuovo patto fiscale dello Stato con cittadini, famiglie e imprese fondamentale per rilanciare la crescita e l’occupazione».

«Bene anche la cancellazione dell’aumento dell’Iva dal 10 all’11%. Ora il passo successivo dovrà essere necessariamente la riduzione delle tasse sui redditi da lavoro». Molte le questioni che rimangono in sospeso, ammette il presidente delle Acli. Tra queste, la vicenda dei fondi per la non autosufficienza, cancellati dal precedente governo, che l’attuale esecutivo ha provveduto in parte ad integrare. Un gruppo di malati di Sla minaccia di scendere in piazza senza ventilatore polmonare di scorta, mettendo a repentaglio la propria vita.

«Si tratta sicuramente di una forma di protesta estrema e non condivisibile – premette Olivero –, dettata dall’esasperazione e dalla disperazione. Ma non possiamo permetterci in alcun modo che la situazione degeneri. C’è in gioco concretamente la vita delle persone, e la tutela della vita viene prima di ogni altra considerazione, sia di ordine politico che economico. Il Governo ha già fatto molto, incontrando queste persone e reintegrando il fondo per la non autosufficienza, ma occorre fare necessariamente tutti quanti uno sforzo in più per arrivare ad un accordo con i malati e le loro famiglie. Una situazione si può e si deve trovare. Sull’assistenza ai più deboli si decide il grado di civiltà di un Paese».

C’è quindi la vicenda dell’Imu legata al non profit, dopo il parere del Consiglio di Stato che invita il Governo a rivedere il regolamento della norma rimandando all’Unione europea per la definizione di attività economica . «Se il governo dovesse accogliere le indicazioni del Consiglio di Stato – spiega il presidente delle Acli – si penalizzerebbe in maniera insostenibile tutto il Terzo settore, che merita invece tutele e agevolazioni comparate alla sua utilità sociale. Secondo il parere del Consiglio di Stato tutte le attività che prevedono di fatto un passaggio di denaro, anche in forma di convenzione – dalle mense, agli asili alle strutture di lunga degenza – vanno intese come commerciali e dunque assoggettate all’imposta municipale, indipendentemente dalla finalità del servizio. E’ la fine dell’idea stessa di economia civile, dove il fine sociale prevale sulla connotazione economica. Chiederemo un incontro al Governo perché difenda la specificità del Terzo settore italiano anche in sede europea».
Fonte: Ufficio stampa Acli

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Nasce “Roma Famiglia” http://www.aclipuntofamiglia.it/news.interna.php?notizia=702 Tue, 13 Nov 2012 10:59:26 +0100 Roma_Famiglia
]]> Roma_FamigliaDa pochi giorni, le tante famiglie della Capitale (1 milione e 300 mila) hanno due nuovi strumenti a disposizione per districarsi nella vasta offerta di servizi, attività ed eventi di Roma: il portale “Roma Famiglia” e il Numero verde “Chiama Famiglia” 800.358.999.
Il progetto nasce dalla volontà di mettere in rete tutto ciò che enti pubblici, privati e Terzo settore, realizzano “a misura di famiglia” nella città capitolina. A differenza di quanto si possa pensare, infatti, Roma offre numerose proposte per le famiglie, che spaziano dai servizi, all’assistenza, dai percorsi educative e culturali allo svago; tuttavia queste non sempre hanno la giusta visibilità e, nei fatti, molte famiglie non riescono ad usufruirne poiché non ne sono informate o non sanno a chi rivolgersi.
Per riallacciare, quindi, i fili di questa comunicazione interrotta, Roma Capitale e Rai New Media hanno dato vita al progetto “La rete dei servizi per la famiglia a Roma” che, grazie alla mappatura di tutti i servizi e le attività per la famiglia esistenti sul territorio, rende disponibile un sito sempre aggiornato e di facile consultazione e un call center gratuito, in grado di orientare le famiglie, sulla base dell’analisi delle loro specifiche richieste e bisogni.
Come ha avuto modo di affermare l’Assessore alla famiglia all’educazione e alla gioventù, Gianluigi De Palo, «Grazie a ‘Roma Famiglia’ e a questo nuovo modo di concepire il sociale e gli strumenti di comunicazione, avremo l’opportunità di procedere alla raccolta e all’analisi statistica relativa alle richieste delle famiglie, al fine di realizzare un monitoraggio dei bisogni emergenti. Solo in questo modo potremo indirizzare l’attenzione istituzionale nei riguardi dei reali bisogni dei nuclei familiari, cercando di ricalibrare il welfare con soluzioni condivise sempre più a ‘misura di famiglia’».
L’iniziativa si configura, quindi, come un intervento di sostegno concreto alle famiglie nella loro quotidianità problematica, e si affianca all’impegno ben più importante che pochi giorni fa la giunta capitolina si è assunta destinando alle famiglie 27 milioni di euro del bilancio della Capitale, una scelta di non poco conto, se si considerano i pesanti tagli che su di esso si sono abbattuti e la travagliata storia della sua approvazione.
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Festival della Famiglia http://www.aclipuntofamiglia.it/news.interna.php?notizia=701 Mon, 22 Oct 2012 13:31:10 +0200 Festival_Famiglia
]]> festival_FamigliaSi terrà a Riva del Garda, dal 25 al 27 ottobre, il Festival della Famiglia dal titolo quanto mai significativo "La famiglia come risorsa per la crisi economica. Se cresce la famiglia, cresce la società".
L’evento, organizzato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri- Dipartimento per le politiche della famiglia- insieme con la Provincia autonoma di Trento ha l’obbiettivo di riflettere sul ruolo che il soggetto famiglia può avere all’interno di un’exit strategy dalla crisi che il nostro Paese sta vivendo, dimostrando appunto che il benessere della famiglia è capace di contaminare positivamente tutto il contesto che la circonda, favorendo la rigenerazione del tessuto sociale.
La famiglia infatti è una trama di relazioni, non solo affettive ma anche sociali ed economiche, capaci di essere inter ed intra generazionali e culturali.
Date, dunque, la complessità e la trasversalità del tema, nel corso dei tre giorni della manifestazione, moltissimi saranno i momenti di dibattito che si susseguiranno e che vedranno confrontarsi istituzioni pubbliche e private, illustri ospiti nazionali ed internazionali, rappresentanti del Terzo Settore e cittadini, su tematiche quali: invecchiamento attivo, comunicazione, smart cities e digital divide, e ancora distretti famiglia e auditing aziendale, programmazione delle politiche familiari e alleanze locali per la famiglia.
Ovviamente molte saranno anche le iniziative “a misura di famiglia” parallele all’attività congressuale che animeranno tutta la città di Riva del Garda offrendo a grandi e piccini occasioni di svago: proiezione di film, laboratori creativi, librerie in piazza, giochi e animazione.
Anche le Acli nazionali, da sempre impegnate a sostenere e promuovere la soggettività, la cittadinanza ed il benessere della famiglia, insieme alle Acli trentine saranno presenti al Festival con un stand che rappresenterà le attività ed i servizi per e con la famiglia che l’intero Sistema dell’Associazione mette ogni giorno a disposizione sul territorio ove essa opera.
Un’occasione, quindi, da non perdere, nella quale interverranno tra gli altri il Presidente del Consiglio Mario Monti ed il Ministro per la cooperazione internazionale e l’integrazione, Andrea Riccardi. Un occasione per ricordare ancora una volta che solo rimettendo in moto la famiglia, rimettiamo in moto la crescita demografica, sociale, lavorativa ed economica dell’Italia.]]>
Famiglie sull’ottovolante della crisi http://www.aclipuntofamiglia.it/news.interna.php?notizia=695 Tue, 17 Jul 2012 17:13:51 +0200
]]> Sull’ottovolante della crisi, tutto è concesso. Il pil, lo spread, il costo della vita, i prezzi dei beni di consumo e il potere d’acquisto delle famiglie salgono e scendono repentinamente, l’inflazione oscilla e le manovre economiche varate dal governo disegnano curve paraboliche di tagli alla spesa pubblica e di tasse. Fin qui nulla di strano, se non fosse però che sulle montagne russe disegnate dalla crisi ci sono prima di tutto le famiglie a compiere tutte queste particolari ed “emozionanti” evoluzioni.
L’ultima impennata riguarda il settore trasporti: su base annua, dice l’Istat, salgono del 4,3% le tariffe dei taxi e del 57,8% i passaggi di proprietà dell’auto; un +4,8% lo fanno registrare anche i prezzi di pedaggi e parchimetri, insieme al rincaro del 4,7% delle assicurazioni sui mezzi di trasporto; infine neppure i mezzi pubblici restano a guardare facendo registrare un aumento del 6,4% sui biglietti per il trasporto extraurbano. L’unico prezzo connaturato al settore trasporti a rallentare la sua ascesa è invece quello della benzina, che passa dal +17,8% di maggio al +16 % di giugno.
Insomma, il diritto alla mobilità diventa sempre più costoso per gli italiani portando con sé inevitabili ricadute sui prezzi di tutti i beni trasportati su gomma (alimentari in primis) e, quindi, sul potere d’acquisto delle famiglie, ma anche sulle loro abitudini e sul proprio bilancio familiare. Che si tratti di auto propria o di trasporto pubblico, anche “mezzi di trasporto” è diventata una voce di spesa chiave nel bilancio familiare, su cui si tenta di risparmiare, ma che non può essere eliminata, poiché da essa dipendono sia gli spostamenti lavorativi che quelli connessi alle esigenze familiari.
La soluzione, dunque, è cambiare stile di vita prediligendo i mezzi di trasporto più economici, ma anche quelli più salutari e più adatti al traffico cittadino. Sono sempre di più gli italiani, infatti, che secondo il Codacons scelgono di utilizzare i mezzi pubblici e la bici. Una scelta molto apprezzabile, se vissuta però non come un ripiego obbligato ma come una consapevole rivoluzione culturale dei consumi, in cui si sceglie di spendere criticamente ricercando la sobrietà felice come stile di vita, così come suggeriva il percorso di accompagnamento al bilancio familiare “Fare i conti con la crisi” realizzato in 15 province italiane e ideato dal Caf Acli, insieme con la Funzione formazione e l’Area politiche per la famiglia.
Insomma il giro sull’ottovolante della crisi continua a tutta velocità e le misure al varo del Governo per raggiungere gli obbiettivi economici in grado di salvare il Paese e l’euro dalla crisi disegnano già nuove evoluzioni “da brivido”, ma se le famiglie vogliono mettersi al sicuro mentre attendono le riforme per la crescita, devono davvero saper gestire bene il proprio budget, perché sono quei risparmi a costituire la cintura che le tiene saldamente legate al seggiolino di questa giostra dai giri imprevedibili. ]]>
Istat: “prometto di amarti e onorarti” per … 15 anni mediamente http://www.aclipuntofamiglia.it/news.interna.php?notizia=694 Fri, 13 Jul 2012 09:16:26 +0200 separazioni&divorzi
]]> Separazioni&divorziSu separazioni e divorzi l’Istituto nazionale di statistica parla chiaro: nel 2010, a fronte di 218.000 matrimoni celebrati, il Paese ha registrato un aumento del 2,6% delle separazioni (88.191 casi) ed un lieve calo, dello 0,5%, dei divorzi (54.160 casi) rispetto al 2009.
Per entrambi i fenomeni si tratta comunque di un trend in crescita, le cui cifre si sono quasi triplicate dal 1995 ad oggi; all’epoca, infatti, su mille matrimoni erano 158 le separazioni e 80 i divorzi, nel 2010 rispettivamente 307 e 182.
La durata media di una matrimonio scende così a circa 15 anni, con uomini che si separano intorno ai 45 anni e divorziano a 47, e donne la cui età media si aggira intorno ai 42 anni nel primo caso e 44 nel secondo. Molto spesso chi sceglie di metter fine al proprio matrimonio è una coppia con figli (nel 68,7% delle separazioni e nel 58,5% dei divorzi) il cui affido però è condiviso nell'89,8% casi; ciò forse dipende anche dal fatto che cresce la percentuale delle separazioni consensuali e diminuisce la litigiosità connaturata alle separazioni giudiziali ( in media rispettivamente l'85,5% e il 14,5%).
Lo scioglimento del matrimonio, inoltre, chiama inevitabilmente in causa la questione abitativa: nel 56,2% dei casi, infatti, la casa viene assegnata alla moglie, solo nel 21,5% al marito, mentre la scelta di andare a vivere in case diverse da quella coniugale coinvolge solo il 19,8% degli ex coniugi.
Un epilogo dunque ben diverso da quello immaginato nel momento in cui si è scelto di unirsi in matrimonio.
Com’è spesso accaduto negli ultimi mesi, ancora una volta i numeri e le percentuali ci raccontano di una famiglia fragile, tanto da un punto di vista economico, quanto relazionale. E come non pensare che i due aspetti possano essere in parte tra loro collegati?
Le ricadute di questa crisi economica sono state particolarmente pesanti proprio per le famiglie e possono aver contribuito a peggiorare il clima familiare, come emergeva già dall’Indagine Conoscitiva 2010 sulla Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza in Italia condotta dal Telefono Azzurro, in cui il 20% dei bambini riferiva che nell’ultimo periodo i genitori avevano litigato più spesso di prima, mentre il 25% degli adolescenti dichiarava di aver notato un maggior nervosismo dei genitori e di litigare più spesso con loro (29%).
L’aumento delle separazioni e dei divorzi, infatti, non deve risuonare solo come un campanello dall’allarme per l’istituzione del matrimonio in sé, ma per la sopravvivenza del soggetto famiglia, che su di esso si regge, e più in generale per la società stessa. Pensiamo per un momento alle conseguenze sociali che questi fenomeni hanno, per esempio, il rischio di povertà in cui incorrono molti padri separati o i disagi psicologici e la solitudine dei figli.
Insomma, questi dati devono prima di tutto far scaturire una seria riflessione sul fatto che la fragilità dell’istituzione matrimoniale porta inevitabilmente con sé anche un indebolimento di tutte quelle relazioni buone che nascono proprio in seno alla famiglia e che costituiscono il primo e più importante strumento per uscire da questa crisi multiforme.
Dall’ascolto, dal dialogo, dalla fiducia reciproca siamo chiamati a ripartire, per dare una risposta tanto alla crisi economica, quanto a quella di coppia, dai cui esiti dipende in buona parte il futuro della nostra società.
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Vacanze “formato famiglia” http://www.aclipuntofamiglia.it/news.interna.php?notizia=693 Thu, 12 Jul 2012 09:26:28 +0200
]]> famiglia_e_vacanzeMentre i primi effetti della spending review si sommano a quelli già ben noti della crisi, le famiglie italiane, sempre più a corto di fiato e risparmi, affrontano l’estate.
Le ferie sono il tempo della famiglia, il tempo libero da dedicare a se stessi e ai propri cari alla ricerca di un ben-essere fisico e mentale; una pausa dal lavoro che tuttavia dipende dal lavoro stesso, dalle risorse di ognuno; perché non bisogna dimenticare che c’è chi purtroppo è in “ferie” obbligate (disoccupati, cassintegrati, ecc…).
Per le famiglie italiane dunque la parola d’ordine è conciliare: famiglia e lavoro ma anche ferie e possibilità economiche. Di qui, la necessità di sapersi destreggiare nella giungla delle offerte formato famiglia, riconoscendo tra queste quali sono gli specchietti per allodole.
L’espressione “formato famiglia” è frutto di quel processo per cui, nella lingua italiana, è possibile creare parole nuove giustapponendone due già esistenti. Si tratta generalmente di due nomi tra cui intercorrono impliciti rapporti sintattico-semantici che, usati nei contesti adeguati, possono assumere una funzione di tipo aggettivale, come ad esempio “confezione formato famiglia”. È quindi un’espressione che, in particolare nella vendita dei beni di consumo, tende a mettere in evidenza quanto un quantitativo o un prodotto in generale sia adatto ai bisogni di una famiglia media.
Ma è sempre così? O meglio, è sempre vero che l’oggetto “formato famiglia” nei fatti poi lo sia realmente? O spesso il linguaggio pubblicitario sfrutta, soprattutto a livello di pathos, la potente carica valoriale connessa al termine famiglia?
È ormai risaputo che il mondo pubblicitario, facendo leva sull’idea di rifugio felice che la famiglia detiene nell’immaginario collettivo, contribuisce a perpetuare uno stereotipo della stessa riducibile all’immagine della cosiddetta “famiglia del mulino bianco”: persone giovani e dinamiche che, nonostante i tanti problemi della società, sono felici e traggono la loro felicità proprio dal consumare un determinato prodotto.
In quest’ottica, quindi, l’espressione “formato famiglia”, pur rappresentando talvolta un parametro quantitativo, nel caso delle vacanze, suggerisce spesso, al di là della quantità e della qualità del prodotto, un livello di consumo e degli oggetti “su misura” a cui le famiglie devono aspirare per essere “davvero” felici.
Appena pochi giorni fa, i dati Istat hanno dipinto l’immagine della famiglia media italiana: si spende di più per arrivare a fine mese (una spesa media mensile di 2.488 euro), ma per far fronte ai costi incomprimibili si taglia sulla la spesa alimentare (nel 2011 il 35,8% delle famiglie ha diminuito la quantità e la qualità dei prodotti alimentari acquistati), e quella inerente al tempo libero (passata dal 4,4% al 4,2%).
Se dunque le ferie si configurano come un momento importante per rigenerarsi, per rinsaldare legami familiari logorati dai ritmi frenetici del lavoro, le esigue risorse che le famiglie hanno a disposizione rischiano certamente di comprometterne tanto la realizzazione, quanto la qualità, soprattutto se si lascia che siano la moda e la pubblicità ad orientarne le scelte.
L’obbiettivo di molte famiglie è giustamente trovare una “vacanza a buon mercato”; tuttavia spesso ciò si traduce nella ricerca spasmodica di last minute e pacchetti famiglia per le mete più gettonate, e poco importa se le date di soggiorno proposte sono impossibili, se l’ombrellone è in ultima fila lontanissimo dalla battigia, se l’offerta non è poi così “formato famiglia” come sembrava.
Anche la vacanza, infatti, diventa spesso uno di quei beni status irrinunciabili, come l’ultimo ritrovato tecnologico di turno, per cui si è disposti a fare di tutto.
Ma il prezioso tempo libero della famiglia, può ridursi solo ad un contenitore di consumi? No, oggi in modo particolare, esso ha bisogno di essere nuovamente umanizzato, di essere colmato di contenuti esperienziali, relazionali, solidali ed educativi. Questo significa veramente creare proposte per vacanze “formato famiglia”: abbinare quantità (paghi 2 e viaggi in 4) e qualità, ossia la sostenibilità economica della proposta con la sua ricchezza di senso, la sostenibilità ambientale e le esigenze dei genitori con quella dei figli.
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L’anticipata spending review delle famiglie http://www.aclipuntofamiglia.it/news.interna.php?notizia=692 Thu, 12 Jul 2012 09:17:00 +0200 Famiglie&consumi
]]> famiglie&consumiI recenti provvedimenti sulla spesa pubblica proposti dal Governo avranno sicuramente effetti devastanti sulle tasche degli italiani. In particolare, i tagli alla sanità, alla giustizia, alla scuola e alla ricerca aggravano ulteriormente lo scenario allarmante di questi ultimi anni.
La crisi, infatti, restituisce la fotografia di un Paese in cui le famiglie – paradossalmente – pur spendendo di più per arrivare a fine del mese, sono costretti a ridurre i consumi alimentari, sia nella quantità che nella qualità.
L’Istat nel suo rapporto sui consumi delle famiglie parla non solo di una riduzione delle spese per svago e cultura e dell’acquisto di scarpe, vestiti, mobili, già di per sé spia di un disagio economico non indifferente, ma soprattutto di un taglio degli alimenti.
Secondo l’Istat, infatti, i 2.488 euro della spesa media mensile per famiglia (che comprende sia quella dei nuclei più ricchi, che quella dei meno abbienti), venendo per la maggior parte assorbiti dalle spese incomprimibili (mutuo, luce, gas, benzina e acqua), lasciano alle famiglie pochi margini di scelta nell’acquisto dei generi alimentari o altri beni.
Nel 2011, rispetto all’anno precedente, il 35,8% delle famiglie ha diminuito la quantità e la qualità dei prodotti alimentari acquistati. Tra di esse, il 65,1% dichiara di avere ridotto solo la quantità, mentre nel 13,3% dei casi è diminuita anche la qualità. Sempre più italiani, inoltre, si recano nei discount per risparmiare (13%) a conferma di quanto sostenuto dalla Confederazione Italiana Agricoltori secondo cui il 71% ha riorganizzato le spese per la tavola: comparando i prezzi con più attenzione (il 65 %); cercando sconti, promozioni commerciali e offerte speciali (il 53 % ); o privilegiando le grandi confezioni ossia il cosiddetto “formato convenienza” (il 42% ).
Inoltre, i dati confermano, ancora una volta, il persistente divario fra Nord e Sud. La Lombardia è la regione con la spesa media mensile delle famiglie più elevata (3.033 euro); fanalino di coda è invece la Sicilia che, con una spesa media mensile di 1.637 euro, vede aumentare sempre più il suo il divario da una delle regioni più ricche d’Italia.
Ancora una volta sono dunque le famiglie a trovarsi fra l’incudine – la revisione obbligata della spesa privata - e il martello - gli effetti della revisione della spesa pubblica protette da una coperta sociale che si assottiglia ogni giorno di più.]]>